Ho sempre pensato che avrei fatto l'inventore, così ho trascorso venticinque anni a costruire cose che non esistevano prima.
È iniziato con le canzoni - un album pubblicato con la band Monovox per Columbia Sony Music, prodotto da Boosta dei Subsonica, quando avevo venticinque anni e credevo che fare musica fosse il modo più diretto per capire come le emozioni si trasformano in linguaggio. Avevo ragione. È ancora il modo più diretto.
Ho fondato Café Noir Communication, un'agenzia di comunicazione e produzione video che ho diretto per quindici anni. Ho lavorato con brand nazionali e internazionali - Nike, Juventus, Nokia tra gli altri - e ho vinto gare pubbliche per la Regione Piemonte e il Salone Internazionale del Libro. In quegli anni ho capito che la comunicazione non è mai solo una questione di messaggio ma una questione di fiducia.
Nel tempo ho sviluppato una specializzazione in digital marketing ed e-commerce, affiancando aziende come Galup e Relais San Maurizio e agenzie pubblicitarie nella costruzione di strategie di vendita online. Ho imparato che la tecnologia cambia gli strumenti, ma non cambia la domanda di fondo: perché qualcuno dovrebbe scegliere te?
A un certo punto ho brevettato Buddy Gears - una pettorina in neoprene per filmare in soggettiva a mani libere, pensata per chi vive le esperienze e vuole raccontarle. L'ho portata dal prototipo al mercato globale. È stato il momento in cui ho capito che l'invenzione non è un talento raro: è un'abitudine mentale che si coltiva.
La svolta è arrivata nel 2023 quando ho fondato con Gabriele Moretti la startup Cometa. È arrivata per necessità e per curiosità, come tutte le svolte vere. Ho iniziato a coordinare progetti di innovazione immersiva - realtà virtuale per la formazione corporate, modelli AI con avatar 3D per istituzioni pubbliche, tra cui un AI Assistant turistico collegato ai database di Turismo Torino e Provincia che ha vinto il bando del CTE Next. Ho fatto parte del Board Etico sull'Intelligenza Artificiale del Comune di Torino, un'esperienza che mi ha convinto che la governance tecnologica non è un tema per specialisti: è una conversazione che riguarda tutti.
Oggi faccio parte del team commerciale di Smile CX del Gruppo Iconicx, una delle realtà più avanzate in Europa nell'integrazione tra intelligenza artificiale e Customer Experience. Lavoro ogni giorno a contatto con aziende che devono decidere cosa fare dell'AI - e il mio contributo è aiutarle a farlo con meno paura e più chiarezza.
Con il regista Luca Ribuoli e Gabriele Moretti sto sviluppando un progetto di produzione cinematografica che usa l'intelligenza artificiale per ricostruire scene, ambienti e archivi visivi. Non per sostituire il lavoro umano, ma per fare cose che prima erano impossibili. Il primo progetto è già chiuso: una produzione per Archivissima 2026, commissionata da Intesa Sanpaolo - Gallerie d'Italia, costruita sull'Archivio Publifoto. Il secondo è in corso di definizione con la casa di produzione Groenlandia, per la serie La Mala diretta da Ribuoli per Sky.
Il 2026 vede la luce AI, AI, AI - Manuale distruzioni - Cinema, musica e social nell'era dell'Intelligenza Artificiale. Un saggio narrativo sull'intelligenza artificiale applicata al cinema e alla creatività. Parte analisi, parte provocazione, parte lettera aperta al futuro. L'ho scritto perché ci lavoro dentro - e so dove l'AI fa paura e dove invece fa sperare. È un libro sull'intelligenza artificiale che difende l'intelligenza umana.
Vivo a Torino con tre figlie e un cane. Nel tempo libero cucino e faccio massaggi, convinto che nell'era del silicio il tocco umano resti l'unica tecnologia davvero insostituibile.





