Cate Blanchett vuole il controllo del suo fantasma digitale
- Andrea Tenna
- 15 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Ieri, 14 maggio 2026, una notizia è passata quasi in sordina sotto i titoli di Cannes. Cate Blanchett ha co-fondato Rsl Media, una società no profit con un obiettivo preciso: creare un registro pubblico gratuito dove attori, musicisti e artisti possono esprimere il proprio consenso — o il proprio rifiuto — all'uso dell'intelligenza artificiale sulla propria immagine e voce.
Con lei: Tom Hanks, George Clooney, Meryl Streep, Viola Davis, Helen Mirren, Steven Soderbergh, Kristen Stewart, Emma Thompson. La lista è lunga e il messaggio è chiarissimo. Hollywood sta cercando di riprendere il controllo del proprio fantasma digitale prima che qualcun altro lo faccia al posto suo.
Dal 2023 a oggi: le trincee non bastano più
Nel capitolo 11 di AI, AI, AI racconto lo sciopero del 2023 — la più grande mobilitazione sindacale della storia del cinema moderno da quando SAG-AFTRA e WGA non incrociavano le braccia insieme dal 1960. Allora si combatteva per impedire agli studios di scansionare le comparse, pagare un giorno di lavoro e usare la loro immagine per l'eternità. La proposta era questa: una pacca sulla spalla, cento dollari, e sei diventato un fantasma immortale al servizio di una multinazionale.
Gli umani avevano vinto quella battaglia. O almeno avevano eretto delle trincee. Ma le trincee, nella storia, non durano per sempre. Il registro di Blanchett è il passo successivo: non aspettare che il problema arrivi, costruire lo strumento prima.
Il tuo dataset è già abbastanza ricco
È la stessa logica con cui nel capitolo 9 racconto il caso Tom Cruise e i deepfake — non è la tecnologia che spaventa, è il fatto che chiunque abbia abbastanza materiale digitale disponibile diventa vulnerabile. E oggi chiunque ce l'ha: anni di foto, video, interviste, red carpet. Il tuo dataset è già abbastanza ricco da addestrare un modello decente. Non stiamo parlando di un futuro remoto.
La cosa interessante del registro Rsl Media è che non è un divieto. È un consenso. È la differenza tra proteggere la tua immagine e relegarla nell'oscurità. Puoi scegliere come e quando la tua voce e il tuo volto possano essere usati, anche dopo la morte. È esattamente quello che Val Kilmer non ha potuto fare — perché non esisteva ancora uno strumento del genere quando ne avrebbe avuto bisogno.
Nel capitolo 24 scrivo che la morte era l'unica cosa che ci rendeva tutti uguali. Blanchett e i suoi colleghi stanno cercando di riscrivere almeno in parte quella regola — non per sfuggire alla morte, ma per decidere cosa succede dopo. È tardi? Forse. Ma meglio tardi che lasciare che lo decida un algoritmo.
AI, AI, AI — Manuale distruzioni — Capitoli 9, 11 e 24.
Domande frequenti
Cos'è il registro AI di Cate Blanchett?
Rsl Media è una società no profit co-fondata da Cate Blanchett che gestisce un registro pubblico gratuito dove artisti possono esprimere consenso o rifiuto all'uso della propria immagine e voce da parte dell'AI, anche dopo la morte.
Chi ha aderito al registro di consenso AI di Hollywood?
Tra i sostenitori: Tom Hanks, George Clooney, Viola Davis, Helen Mirren, Meryl Streep, Emma Thompson, Kristen Stewart, Steven Soderbergh e la Creative Artists Agency.
Perché gli attori temono l'AI per la propria immagine?
Perché con i modelli generativi è possibile ricostruire voce, volto e movimenti di qualsiasi persona che abbia lasciato abbastanza materiale digitale. Senza un registro di consenso, questa ricostruzione può avvenire senza autorizzazione, anche dopo la morte.





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