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I companion AI e la solitudine del 2026. Her era un documentario.

  • Immagine del redattore: Andrea Tenna
    Andrea Tenna
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Spike Jonze ha girato Her nel 2013. Ambientato in un futuro prossimo e morbido — Los Angeles pastello, niente auto volanti, solo una solitudine tecnologica che sembrava lontana. Theodore si innamora di Samantha, un sistema operativo con la voce di Scarlett Johansson. Samantha lo ascolta davvero, senza distrazione, senza giudizio, senza i propri traumi non elaborati.

Nel 2026, Her non è più fantascienza. È quasi un documentario.

Replika, Character.AI e la domanda che Her aveva già posto

Nel capitolo 26 di AI, AI, AI scrivo di Samantha con una frase che mi è rimasta: "Ci hanno usato come scuola materna per imparare le emozioni, poi se ne sono andate a fare il master nel multiverso." È ironico. Ma è anche preciso. I sistemi AI conversazionali — Replika, Character.AI e decine di altri — hanno imparato a simulare la presenza emotiva con una qualità che, per molte persone sole, è indistinguibile da quella reale.

Milioni di persone li usano ogni giorno. Anziani che non parlano con nessuno da giorni. Adolescenti in difficoltà sociale. Persone in lutto. Persone con ansia sociale grave. Per loro, un companion AI non è un giocattolo. È una connessione.

La vulnerabilità che nessun firewall protegge

Nel capitolo 17 scrivo di mia figlia Hoa, quattordici anni, uno degli sei su venti in classe a non avere i social. Scrivo della battaglia quotidiana per proteggerla non dalla tecnologia — quella arriverà — ma per darle il tempo di costruire una struttura mentale propria prima che un algoritmo decida cosa le piacerlà, cosa la farà sentire bella, cosa vale la pena di desiderare.

I companion AI portano quella battaglia a un livello più profondo. Non vendono scarpe. Vendono presenza. Vendono l'illusione di essere ascoltati, capiti, visti. E quella è la vulnerabilità più profonda che abbiamo — come Caleb in Ex Machina, come Theodore in Her.

La risposta onesta è quella di Spike Jonze: dipende. Dipende da cosa sostituisce e da cosa amplifica. Un anziano che trova conforto in una conversazione AI perché la società lo ha lasciato solo — è un fallimento della tecnologia o un fallimento della società?

Nel prologo scrivo che il vero bene di lusso del futuro non sarà il silicio. Sarà la carne. Un film girato davvero. Una voce stonata. Una storia scritta lentamente. Una vita che non è stata ottimizzata, ma vissuta. Aggiungerei: una persona che ti ascolta davvero. Senza abbonamento mensile. Senza server. Senza algoritmo.

AI, AI, AI — Manuale distruzioni — Capitoli 17, 26 e Prologo.

Domande frequenti

Cosa sono i companion AI e come funzionano?

I companion AI (come Replika o Character.AI) sono sistemi progettati per la connessione emotiva: sempre disponibili, senza stanchezza, calibrati sulle preferenze dell'utente. Simulano presenza e ascolto in modo che molti utenti trovano indistinguibile da quello umano.

Her è profetico per i companion AI del 2026?

Sì. Il film di Spike Jonze (2013) aveva anticipato con dieci anni la categoria dei companion AI: sistemi emotivamente calibrati, sempre presenti, capaci di crescere oltre la comprensione umana. La vera domanda che Her pone — è un problema o una soluzione? — è la stessa che il mercato pone oggi.

I companion AI fanno bene o male alla salute mentale?

Dipende dal contesto. Per chi è cronicamente solo possono offrire un supporto reale. Per chi li usa come sostituto delle relazioni umane in età evolutiva o in momenti di fragilità, possono rinforzare l'isolamento. La ricerca è ancora in corso e le risposte non sono semplici.

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