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AI, AI, AI — Dal libro
Post collegati ai capitoli del libro AI, AI, AI — Manuale distruzioni di Andrea Tenna. Cinema, musica e social nell'era dell'intelligenza artificiale.


I companion AI e la solitudine del 2026. Her era un documentario.
Spike Jonze ha girato Her nel 2013. Ambientato in un futuro prossimo e morbido — Los Angeles pastello, niente auto volanti, solo una solitudine tecnologica che sembrava lontana. Theodore si innamora di Samantha, un sistema operativo con la voce di Scarlett Johansson. Samantha lo ascolta davvero, senza distrazione, senza giudizio, senza i propri traumi non elaborati. Nel 2026, Her non è più fantascienza. È quasi un documentario. Replika, Character.AI e la domanda che Her aveva


"Senza AI" come il vino biologico. È una buona idea?
Thierry Frémaux, direttore del Festival di Cannes, ha lanciato una proposta durante la conferenza stampa di apertura: etichettare i film come il vino biologico. "Diremo: questo film è stato fatto senza intelligenza artificiale." Un bollino. Una garanzia. Una distinzione di mercato. È una buona idea. È anche un'idea impossibile da applicare. E la tensione tra queste due verità racconta molto di dove siamo nel 2026. Il lusso dell'imperfezione Nel capitolo 30 di AI, AI, AI immag


L'Asia fa i film, Hollywood fa le regole. Qualcuno ha torto.
Al Filmart di Hong Kong 2026, 28 panel dedicati all'intelligenza artificiale. Workflow automatizzati, sceneggiature generate, animazione AI, pre-visualizzazione accelerata. Google, Alibaba, Midjourney e decine di startup cinesi. Non si parla più solo di film: si parla di infrastruttura tecnologica applicata alla narrazione. Nel frattempo a Hollywood si dibatte ancora se l'AI debba essere regolata. Se si possa usare nei film in concorso agli Oscar. Se gli attori debbano firmar


Un tribunale cinese dice no. E l'Italia aveva già capito.
Il 28 aprile 2026, il Tribunale del popolo intermedio di Hangzhou ha emesso una sentenza pubblicata come "caso tipico" dall'agenzia Xinhua: l'AI da sola non basta a giustificare il licenziamento di un lavoratore. Zhou, supervisore della qualità in un'azienda tech, era stato sostituito da un sistema di AI che faceva il suo stesso lavoro. Il tribunale ha stabilito che non era sufficiente. Quasi in contemporanea, il Tribunale del Lavoro di Genova ha reintegrato una dipendente Ma


93.000 licenziamenti. HAL 9000 ci aveva avvisato.
Dall'inizio del 2026, il settore tech ha tagliato 93.000 posti di lavoro. Meta ha annunciato 8.000 esuberi a maggio — il 10% della forza lavoro — per finanziare investimenti in AI da 115-135 miliardi di dollari. Cloudflare ha tagliato 1.100 persone citando l'“era agentica”. LinkedIn ha licenziato 875 dipendenti. Microsoft, Amazon, Salesforce: tutti fanno la stessa cosa. Tutti usano le stesse parole. Tutti indicano lo stesso colpevole e la stessa soluzione: l'AI. HAL 9000 non


Hollywood ha disertato Cannes. L'AI c'entra qualcosa.
Per la prima volta da anni, Cannes 2026 si apre senza i grandi studios americani. Niente Disney. Niente Warner. Niente Spielberg, niente Nolan. Le ragioni ufficiali sono tre: tagli ai costi, preferenza per i lanci controllati sui social, paura delle recensioni della Croisette. Ma c'è una quarta ragione che nessuno dice apertamente. Hollywood è paralizzata. Non da una crisi creativa. Da una crisi identitaria. L'industria non sa ancora cosa vuole essere nell'era dell'AI. Vuole


OpenAI fa un film. E non ha bisogno di Hollywood.
Si chiama Critterz. Costa meno di 30 milioni di dollari. Verrà girato in nove mesi. E non ha attori nel senso tradizionale del termine. OpenAI sta producendo il primo lungometraggio della storia realizzato interamente con strumenti di intelligenza artificiale — in collaborazione con Native Foreign di Los Angeles e Vertigo Films di Londra. Trent'anni fa ci volevano cento milioni di dollari, una major e due anni di produzione. Oggi basta un abbonamento e una buona idea. Il salt


Cate Blanchett vuole il controllo del suo fantasma digitale
Ieri, 14 maggio 2026, una notizia è passata quasi in sordina sotto i titoli di Cannes. Cate Blanchett ha co-fondato Rsl Media, una società no profit con un obiettivo preciso: creare un registro pubblico gratuito dove attori, musicisti e artisti possono esprimere il proprio consenso — o il proprio rifiuto — all'uso dell'intelligenza artificiale sulla propria immagine e voce. Con lei: Tom Hanks, George Clooney, Meryl Streep, Viola Davis, Helen Mirren, Steven Soderbergh, Kristen


I Golden Globes aprono all'AI. E adesso?
Il 2 maggio 2026 l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato le nuove regole per i 99esimi Oscar. Cinque giorni dopo, i Golden Globes hanno fatto lo stesso. Il messaggio è identico, detto con parole diverse: l'intelligenza artificiale non è più motivo automatico di esclusione da un premio cinematografico. La condizione è che la direzione creativa resti umana. Che registi, sceneggiatori, attori e compositori siano autori reali del progetto — non semplici superv


John Lennon è a Cannes. Ma non è lui.
Steven Soderbergh ha portato a Cannes un documentario sull'ultima intervista di John Lennon — registrata poche ore prima che venisse ucciso, l'8 dicembre 1980. Fin qui, niente di straordinario. La cosa straordinaria è che in quel documentario c'è John Lennon. Non una foto. Non un archivio. Lennon che si muove, che appare, generato dall'intelligenza artificiale di Meta su materiale d'archivio. Il festival più importante del cinema mondiale si apre quest'anno con una domanda ch

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