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OpenAI fa un film. E non ha bisogno di Hollywood.

  • Immagine del redattore: Andrea Tenna
    Andrea Tenna
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Si chiama Critterz. Costa meno di 30 milioni di dollari. Verrà girato in nove mesi. E non ha attori nel senso tradizionale del termine. OpenAI sta producendo il primo lungometraggio della storia realizzato interamente con strumenti di intelligenza artificiale — in collaborazione con Native Foreign di Los Angeles e Vertigo Films di Londra.

Trent'anni fa ci volevano cento milioni di dollari, una major e due anni di produzione. Oggi basta un abbonamento e una buona idea.

Il salto evolutivo che avevamo previsto

Nel capitolo 2 di AI, AI, AI racconto il salto evolutivo che l'AI ha fatto in un anno solo: dal video di Will Smith che mangia spaghetti — un ammasso deforme di pixel che faceva ridere tutti — ai modelli come Sora, Runway e Kling che generavano scene indistinguibili dalla realtà. Scrivevo che non era una crescita lineare. Era esponenziale. E che mentre noi ridevamo, l'algoritmo stava imparando.

Critterz è la prova che avevo ragione.

Ma c'è una cosa che trovo interessante, e che quasi nessuno sta dicendo. OpenAI non sta producendo questo film perché vuole fare cinema. Lo sta producendo perché vuole dimostrare che può farlo. È una dichiarazione di potere industriale mascherata da prodotto creativo. È il momento in cui la Silicon Valley smette di dire "aiutiamo i registi" e inizia a dire "siamo i registi".

La grammatica del cinema che stiamo regalando

Nel capitolo 23 scrivo che ogni volta che un regista usa l'AI per correggere una sceneggiatura o generare un volto, sta facendo un secondo lavoro di cui nessuno gli ha parlato. Non sta solo producendo cinema. Sta facendo addestramento. Sta insegnando all'algoritmo la grammatica del cinema — quella che abbiamo impiegato cento anni a inventare. E la stiamo caricando su un server della Silicon Valley. Gratis.

Critterz è il momento in cui quel server inizia a parlare da solo.

La domanda non è se il film sarà bello. La domanda è cosa succede dopo. Se Critterz funziona — se vende biglietti, se genera engagement, se dimostra che si può fare un film senza trupé, senza set, senza attori — il messaggio che arriva all'industria è devastante: non "l'AI può aiutarci a fare cinema migliore", ma "l'AI può fare cinema al posto vostro, a un decimo del costo".

Nel prologo scrivo: se riduciamo lo sforzo a zero, quanto significato resterà nelle nostre vite? Critterz è l'esperimento. Speriamo che la risposta non arrivi troppo tardi.

AI, AI, AI — Manuale distruzioni — Capitoli 2, 5 e 23.

Domande frequenti

Cos'è Critterz, il film di OpenAI?

Critterz è il primo lungometraggio prodotto interamente con strumenti AI di OpenAI, in collaborazione con Native Foreign e Vertigo Films. Budget inferiore a 30 milioni di dollari, nove mesi di lavorazione, nessun attore tradizionale.

OpenAI può davvero fare film senza attori?

Tecnicamente sì. I modelli di generazione video attuali (Runway, Kling, Google Veo) sono in grado di creare scene fotorealistiche. La sfida non è più tecnica ma narrativa ed etica: chi è l'autore quando la macchina fa tutto?

Cosa significa Critterz per il futuro di Hollywood?

Se il film funziona commercialmente, dimostra che è possibile produrre cinema a un decimo del costo tradizionale senza attori, trupe o set. Il segnale per l'industria è che la tecnologia non è più solo uno strumento di supporto — è un potenziale sostituto.

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